Si è tenuta oggi pomeriggio, a Palermo, presso gli uffici del dipartimento di Protezione civile regionale, una riunione del tavolo tecnico sull’emergenza a Belmonte Chiavelli istituito nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Presidenza, Gaetano Armao. All’incontro, oltre ai tecnici della Protezione civile regionale, erano presenti i rappresentanti del Comune di Palermo, i vertici del Genio civile di Palermo, i funzionari dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, i vigili del fuoco, i tecnici della Forestale, i rappresentanti di Enel e Snam e il sindaco del Comune di Belmonte Mezzagno, Saverio Barrale.
I rappresentanti del Genio civile di Palermo hanno confermato l’impegno a realizzare il progetto di sistemazione del vallone di Belmonte Chiavelli che verrà consegnato tra dieci giorni. Gli stessi tecnici del Genio civile non interverranno sul canale di Croceverde-Ciaculli per evitare possibili complicazioni.
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Maltempo: Vertice di emergenza per alluvione Messina
Pubblicato da gabriele villa su 3 Ottobre 2009
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Sono salite a due le vittime dell’incidente sull’A20
Pubblicato da gabriele villa su 16 Novembre 2007
Si aggrava il bilancio del tragico incidente verificatosi giovedì sera sull’A20 all’altezza del viadotto Montagnareale, nel territorio comunale di Patti. Ieri notte, poco dopo le 3, è morto, nel reparto di rianimazione del P-+oliclinico universitario di Messina, Dilip Pizzi, 29 anni, indiano originario di Calcutta, ma residente da diversi anni a Messina. Il giovane si trovava a bordo della Ford Fiesta guidata da Ottavio Ania, 30 anni di San Filippo del Mela, volata giù dal viadotto Montagnareale. Il trentenne che era alla guida del mezzo si trova attualmente ricoverato presso il reparto di neurochirurgia del Policlinico messinese. Gravi le condizioni del trentenne, che ha riportato un trauma cranico e diverse lesioni alla colonna vertebrale.
Prima del tragico volo della Ford Fiesta, dal viadotto Montagnareale era precipitato un camion che trasportava scaffalature in metallo. L’autista del mezzo, Nicola Calitri, 35 anni, originario di Acerenza, in provincia di Potenza, è morto sul colpo. L’impatto con il terreno sottostante, dopo un volo di circa trenta metri, è stato fatale. L’uomo è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e, all’arrivo dei soccorsi, il medico non ha potuto far altro che costatarne il decesso.
Altre nove persone sono rimaste ferite, in modo lieve, nel maxitamponamento verificatosi sull’autostrada Messina – Palermo. Cinque sono state medicate al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, mentre altre quattro sono state trasportate al nosocomio di Barcellona. Per tutti la prognosi è compresa tra venti e trenta giorni.
Confermata la causa del sinistro. A provocare la perdita di controllo dei mezzi è stata della sanza, lo scarto della lavorazione delle olive, persa da un autoarticolato che precedeva i mezzi coinvolti nell’incidente. A quanto si è appreso, l’autista del camion, un uomo originario di Petrosino in provincia di Trapani, non si sarebbe accorto di nulla, e ha proseguito il suo percorso sino a quando, avvertito da altri camionisti, si è fermato all’autogrill Tindari Sud. L’uomo era diretto a Gioia Tauro, in Calabria, dove doveva lasciare la sanza che aveva caricato a Villabate nel palermitano. Il mezzo è stato posto sottosequestro.
Sarebbe stata confermata anche la dinamica della tragica caduta della Ford Fiesta dal viadotto Montagnareale. Sia le forze dell’ordine, ma anche alcuni testimoni che hanno assistito alla scena, hanno raccontato che l’autovettura sarebbe rimasta in bilico, per pochi lunghissimi istanti, sul ponte, prima di essere spinta giù da un altro mezzo rimasto coinvolto nel maxitamponamento dell’A20.
L’autostrada, tra gli svincoli di Brolo e Patti in direzione Palermo – Messina, è rimasta chiusa al transito veicolare per tutta la giornata di ieri per consentire le operazioni di rimozione dei detriti persi dalle auto nei numerosi scontri e per ripulire la carreggiata dal materiale oleoso perso dall’Iveco.
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Incidente mortale sull’A20
Pubblicato da gabriele villa su 16 Novembre 2007
Un morto, due feriti gravi e nove lievi. E’ questo il bilancio del tragico incidente verificatosi ieri sera, intorno alle 19,30, sull’A20, all’altezza del viadotto Montagnareale, nel territorio comunale di Patti. Un camion ed una Ford Fiesta, che viaggiavano in direzione Palermo – Messina, sono volati da un’altezza di circa trenta metri, finendo giù nell’alveo del torrente, mentre sull’autostrada circa una cinquantina di macchine (ma il bilancio non è ancora definitivo) sono rimaste coinvolte in un tamponamento a catena. A perdere la vita è stato l’autista del camion, Nicola Calitri, 35 anni, di Acerenza in provincia di Potenza. Gravi le persone che si trovavano a bordo della Ford. Si tratta di Ottavio Ania, 30 anni, di San Filippo del Mela e di Dilip Pizzi, 29 anni, originario di Calcutta in India, ma residente a Messina. L’autovettura, dopo aver sbandato, aveva concluso la sua corsa in bilico sul viadotto. E’ stato il tamponamento degli altri mezzi che sopraggiungevano a spingere giù la Ford Fiesta. Calitri è morto sul colpo e, dopo l’impatto col terreno sottostante, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo del camion che stava guidando. Subito gravi sono apparse ai soccorritori le condizioni degli occupanti dell’autovettura. Per estrarli dalle lamiere contorte si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno lavorato per circa un’ora prima di riuscire a tirare fuori i due feriti. Dopo i primi accertamenti presso il pronto soccorso dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, Ania e Pizzi sono stati trasportati presso il Policlinico universitario di Messina dove sono stati ricoverati nei reparti di neurochirurgia e rianimazione. Sul posto sono giunti anche i carabinieri e la polizia di Patti oltre agli agenti della Polstrada. Sembra che a causare l’incidente sia stata della sanza, lo scarto della lavorazione delle olive, persa da un Iveco che precedeva i mezzi coinvolti nel sinistro. A quanto si è appreso, l’autista del camion, un uomo originario di Petrosino in provincia di Trapani, non si sarebbe accorto di nulla, e a proseguito il suo percorso. Successivamente avvisato da altri camionisti, si sarebbe fermato all’autogrill Tindari Sud dove, resosi conto che il suo mezzo aveva perso il materiale trasportato, ha avvisato lui stesso il 113. L’uomo era diretto a Gioia Tauro dove doveva lasciare la sanza che aveva caricato a Villabate.
La tragedia poteva avere un bilancio ben più grave. Sia perché il numero delle autovetture coinvolte nel tamponamento sull’A20 è elevato, sia perché il mezzo è precipitato al limite del muro che delimita l’alveo del torrente Montagnareale con la Via Giuseppe Di Vittorio, all’altezza del semaforo all’incrocio con la via Papa Giovanni XXIII, che al momento del sinistro era molto trafficata. Alcuni detriti sono finiti sulla carreggiata, ma fortunatamente non hanno colpito le autovetture ferme al semaforo. Lo scenario, invece, che si presentava sull’A20 era catastrofico. Diverse macchine hanno subito danni ingenti, alcune sono andate completamente distrutte. Ad un primo sguardo sembrava che potessero esserci delle vittime. Alla fine il bilancio è stato di soli nove feriti: A. M., 26 anni di Montagnareale(30 giorni di prognosi), A. S. 24 anni di Patti (20 giorni), S. C. M. 19 anni di Montagnareale (20 giorni), F. R. M., 30 anni (30 giorni), Y. H, 31 anni cinese residente ad Oliveri (20 giorni). Altri 4 persone, due cinesi e due residenti ad Oliveri sono stati medicati all’ospedale di Barcellona.
Il transito sull’autostrada Palermo – Messina è rimasto chiuso per tutta la notte per consentire le operazioni di bonifica.
Ancora una volta, purtroppo, l’A20 torna alla ribalta della cronaca per un incidente mortale che allunga la lista delle vittime che, nel tempo, hanno perso la vita in quella che ormai è tristemente nota come “autostrada della morte”.
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Oliveri, bimbo salvato dai carabinieri
Pubblicato da gabriele villa su 28 Luglio 2007
Un bambino di sei anni rischia di annegare. Il tempestivo intervento dei carabinieri gli salva la vita.
E’ questo il lieto fine di una disavventura iniziata ieri nel mare antistante la spiaggia di Oliveri, quando, intorno alle 12,30 un ragazzino di sei anni, mentre stava facendo il bagno, è stato travolto dalle onde e, nel tentativo di restare a galla, ingeriva una grossa quantità di acqua. A correre in aiuto del bimbo in difficoltà sono stati gli stessi genitori che lo hanno condotto a riva in stato di incoscienza. La situazione è apparsa subito grave. Ma, fondamentale, per salvargli la vita, è stato il tempestivo intervento del Nucleo carabinieri subacqueo di Messina che stava svolgendo sul luogo attività di addestramento. I militari, unitamente al personale della locale stazione dell’Arma, riuscivano a rianimare il bambino e a stabilizzarlo somministrandogli ossigeno puro. Grazie all’uso delle bombole in dotazione ai sommozzatori il piccolo è riuscito a recuperare le proprie funzioni vitali. Successivamente condotto all’ospedale “Barone Romeo” di Patti, è stato visitato dai medici che hanno riscontrato una sindrome da annegamento ed hanno elogiato il pronto intervento dei sommozzatori che gli hanno salvato la vita. Senza la loro casuale presenza sul posto la storia non avrebbe avuto certamente un lieto fine.
Il bambino, adesso fuori pericolo, si trova ricoverato presso il nosocomio pattese, per ulteriori accertamenti. La prognosi, comunque, resta riservata.
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Racket: Messina risponde positivamente
Pubblicato da gabriele villa su 16 Luglio 2007
La Provincia di Messina è in controtendenza rispetto al resto d’Italia per quanto riguarda le denunce contro il racket delle estorsioni e l’usura. Rispetto al calo di segnalazioni, registratosi negli ultimi anni nella Penisola, già denunciato nei giorni scorsi dal presidente della Federazione nazionale antiracket ed antiusura, il territorio messinese, invece, reagisce bene. “Grazie alla stretta collaborazione tra forze dell’ordine, istituzioni e associazioni antiracket – ha detto Scandurra, in Provincia di Messina sono numerosi gli imprenditori che hanno denunciato le estorsioni subite e collaborano con le forze dell’ordine. Questo, a breve, porterà a dei risultati concreti sia per quanto riguarda le estorsioni che l’usura. Dove c’è la collaborazione tra la vittima e le istituzioni si può certamente contrastare questo male con maggiore intensità e con risultati concreti. Se questo viene a mancare diviene più difficile contrastare le organizzazioni malavitose”. Se, nel territorio di Messina, grazie all’impegno ultradecennale delle associazioni antiracket, il fenomeno delle estorsioni e dell’usura, pur esistendo in una realtà sommersa, è contrastato abbastanza efficacemente, il campanello d’allarme, secondo Scandurra, deve scattare per quanto riguarda il mondo degli appalti. “Le difficoltà maggiori in questo settore si incontrano con l’imprenditoria edile ed è quello dove l’attenzione deve essere focalizzata in quanto è una delle maggiori rendite delle organizzazioni mafiose”. La strada da seguire, secondo il presidente della FAI, è quella di favorire la nascita delle associazioni antiracket sul territorio in maniera da creare un anello di congiunzione tra le vittime e le istituzioni. Non meno importante, secondo Scandurra, è la sensibilizzazione da parte della società civile e delle istituzioni locali, a partire dai Comuni. “Purtroppo non c’è molta sensibilità da parte dei sindaci dei comuni della Provincia. In molti casi questo è un problema non da poco nella lotta alla malavita organizzata. Si tratta di una questione soggettiva che riguarda i vari primi cittadini. Non tutti hanno la giusta sensibilità alle problematiche legate a questo fenomeno. Dovrebbero essere loro i primi ad essere vicini alle vittime e, manifestando, in alcuni casi, una certa indifferenza, non aiutano chi si impegna quotidianamente per debellare questo male”.
Tra le soluzioni a medio e lungo termine termine, Scandurra ripropone il progetto del tutor aziendale con la partecipazione del Ministero dell’Interno che favorisca e tuteli le aziende che vogliono investire al Sud.. La sperimentazione dovrebbe partire nei prossimi mesi ed interessa anche la fascia nebroidea della Provincia di Messina. “Oltre alla creazione di canali per lo sviluppo economico pulito – ha concluso Scandurra – non meno importante è la collaborazione delle banche nella lotta al riciclaggio”.
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La mafia si combatte con il lavoro
Pubblicato da gabriele villa su 1 Luglio 2007
Combattere la malavita organizzata radicata nei territori del Sud Italia è possibile e non solo attraverso atti di forza. La nuova strada proposta dal presidente della Federazione Antiracket Italiana, Giuseppe Scandurra, si basa sul mondo del lavoro. “E’ necessario – ha detto – favorire gli investimenti dei grossi gruppi imprenditoriali nel Mezzogiorno, garantendo trasparenza e allontanando la mano delle organizzazioni malavitose”. Il progetto redatto dalla Fai prevede, in collaborazione con il Ministro degli Interni, Giuliano Amato, la costituzione di un’agenzia interministeriale che faccia da tutor alle imprese italiane e straniere disposte ad investire nel Sud Italia. “I problemi principali che le imprese si ritrovano ad affrontare nel momento in cui intendono investire nel Meridione, sono diversi. In primo luogo è quindi necessario garantire corrette informazioni che agevolino la migliore scelta dei partners locali al riparo dal rischio di coinvolgimento di imprese mafiose. In secondo luogo bisogna favorire comportamenti di resistenza rispetto alle richieste estorsive e alle forme di condizionamento, quali l’imposizione della manodopera da assumere”. Per riuscire ad offrire le condizioni ideali alle imprese italiane e straniere sarà a breve costituita un’agenzia interministeriale che coinvolge i Ministeri degli Interni, dell’Economia e delle Attività produttive, al fine di seguire le ditte interessate attraverso un’azione di tutor per i problemi di sicurezza e dell’abbattimento della burocrazia. Il progetto pilota sarà presentato ufficialmente il 9 luglio a Napoli dal Ministro degli Interni e prevede una fase sperimentale in cinque aree già individuate: Napoli, Lamezia Terme, Gela, Siracusa e la zona nebroidea nel territorio compreso tra Patti e Santo Stefano di Camastra. In ogni zona individuata saranno proposti investimenti secondo le peculiarità dei vari territori. Per il messinese il tema portante sarà la vocazione turistica del comprensorio nebroideo. “Attraverso lo sviluppo economico pulito svolto da grosse imprese disponibili ad investire – ha aggiunto Scandurra – si potrà assicurare la crescita del territorio, con la creazione di numerosi posti di lavoro, abbattendo così il potere delle organizzazioni malavitose. In questa ottica si opererà per evitare qualsiasi forma di infiltrazione mafiosa”. A garanzia del protocollo d’intesa che sarà firmato tra Ministero, Fai ed imprese sarà costituito, per ogni zona di intervento, un comitato di controllo composto, tra gli altri, da un rappresentante dell’associazione antiracket italiana e dal Prefetto delle aree coinvolte.
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Sarà rifatta la segnaletica a Marina di Patti
Pubblicato da gabriele villa su 1 Luglio 2007
Sarà immediatamente rifatta la segnaletica stradale a Marina di Patti. Pronti gli interventi sia in Via Cristoforo Colombo che sul lungomare Filippo Zuccarello. Nei giorni scorsi avevamo denunciato l’anarchia che si era istaurata nella frazione pattese con gli automobilisti che, privi di ogni senso civico ed in barba alle norme del codice della strada, parcheggiavano sulle strisce pedonali, a ridosso degli incroci e negli accessi al mare. I vigili urbani ci avevano detto di avere le mani legate in quanto la segnaletica era carente e quindi non potevano multare. Adesso giunge l’ordinanza del sindaco Giuseppe Venuto che, prontamente, è intervenuto per ristabilire l’ordine. Con due provvedimenti sono stati affidati i lavori per la segnaletica in Via Cristoforo Colombo e, a breve, si provvederà anche per il lungomare Zuccarello. Firmata anche l’ordinanza che, come anticipato nei giorni scorsi, modifica il piano parcheggi a Marina di Patti. Sulla Via Cristoforo Colombo, lato sud, nel tratto compreso tra la Via Mascagni e la Via Andrea Doria, dalle ore 8 alle ore 21, sarà istituita la zona disco orario con sosta consentita per trenta minuti. Nello stesso tratto, lato nord, sarà in vigore il divieto di sosta per l’intera giornata.
Disposti questi interventi è, adesso necessario, organizzare anche i controlli da parte della polizia municipale. “E’ opportuno che vengano predisposti turni per l’intera giornata” – ha detto il consigliere comunale Nino Calderone. “Adesso si deve vigilare affinché le disposizioni vengano rispettate”. L’esponente della Margherita evidenzia anche la necessità di istituire sulla Via Zuccarello il disco orario lato monte eccetto per i residenti. “La presenza dei parcheggi a pagamento penalizza gli abitanti della zona. E’ opportuno prevedere delle agevolazioni e il disco orario credo sia la più adeguata”.
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Ennesimo incidente mortale sull’A20
Pubblicato da gabriele villa su 29 Giugno 2007
L’autostrada A20 torna a mietere vittime. Un incidente mortale si è, infatti, verificato nella notte sull’autostrada all’altezza della galleria Mongiove, nel territorio comunale di Patti. Una Volkswagen Passat con a bordo quattro persone di nazionalità rumena, per cause ancora in fase di accertamento da parte della polizia stradale, intorno all’1.45, mentre viaggiava in direzione Palermo – Messina, ha perso il controllo andando a sbattere contro il muro laterale del tunnel autostradale. L’impatto è stato tremendo. Nello schianto ha perso la vita Vasile Romanciuc, 71 anni. L’uomo è morto sul colpo. Gli altri connazionali, invece, hanno riportato ferite non gravi.
Sul luogo dell’incidente, oltre agli agenti della polstrada, sono giunte quattro autoambulanze del 118. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Patti, Barcellona e Milazzo. Per uno di loro è stato disposto il trasferimento a Messina per ulteriori accertamenti. Per loro, comunque, la prognosi è di pochi giorni. Il tratto autostradale, che attraversa il territorio comunale di Patti, torna così ad essere scenario di incidenti mortali. Nei mesi scorsi, dopo il sinistro verificatosi il 18 gennaio scorso, in cui perse la vita l’imprenditore messinese Giovanni Cambria, per diverse settimane era stata accentrata l’attenzione sulla pericolosità di questo tratto di A20. Come sempre, trascorsi alcuni giorni in cui le parole e le prese di posizione si sono sprecate, sulla vicenda è nuovamente calato il silenzio. Adesso la morte del cittadino rumeno riaprirà le polemiche. Ci si augura che, questa volta, siano più i fatti che le parole.
E sempre nel territorio di Patti, questa mattina si è verificato un secondo incidente, stavolta, fortunatamente senza gravi conseguenze. Nel sinistro autonomo è rimasta coinvolta un’ambulanza del 118. Il mezzo di soccorso, mentre percorreva la strada provinciale Patti – San Piero Patti, all’altezza della frazione Gallo di Patti, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo, cappottando. Sul posto, per i rilievi, si sono recati i carabinieri del locale nucleo radiomobile. Illeso il personale a bordo dell’ambulanza.
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Marina di Patti, terra di nessuno
Pubblicato da gabriele villa su 24 Giugno 2007
Marina di Patti terra di nessuno. L’anarchia nella frazione balneare, infatti, vige sovrana. Lo avevamo denunciato alcuni giorni fa e prontamente è giunta la conferma. Parola di vigile urbano. Avevamo scritto che, in particolari momenti della giornata, trovare un posto auto diviene una utopia e le autovetture vengono così parcheggiate in ogni luogo, creando difficoltà alla circolazione e provocando caos. Avevamo segnalato che i mezzi, con poco senso civico, vengono lasciati, anche per diverse ore, sulle strisce pedonali, a ridosso degli incroci, negli accessi a mare, in barba ad ogni sorta di divieto o regolamentazione del codice della strada. Tutto lecito. Infatti la polizia municipale – ci hanno riferito – ha le mani legate. La causa? La carenza di segnaletica sia orizzontale che verticale. Si verifica così che un’autovettura viene lasciata per giorni sulle strisce pedonali e nessuno può far nulla. Il motivo? “Le strisce sono sbiadite – spiega la polizia municipale – e noi non possiamo multare. La contravvenzione è contestabile e sarebbero solo spese per il Comune”. Il risultato è il caos più totale, in barba ad ogni regola sia del codice della strada che del semplice senso civico.
“Risolveremo al più presto – ha detto l’assessore alla viabilità Francesco Gullo. Abbiamo già predisposto un nuovo piano viario ed entro la metà del mese di luglio sarà rifatta tutta la segnaletica orizzontale e verticale a Marina di Patti”. Le novità riguardano la via Cristoforo Colombo con l’introduzione del disco orario con sosta consentita per mezz’ora lato monte e divieto di sosta lato mare. Nell’attesa che i lavori vengano realizzati, ci si augura in tempi brevi, a Marina di Patti, nel frattempo, continuerà a regnare l’anarchia.
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Patti, pacchi sospetti nel torrente Timeto
Pubblicato da gabriele villa su 24 Giugno 2007
Settanta pacchi dal contenuto sospetto sono stati ritrovati nell’alveo del torrente Timeto dai carabinieri della compagnia di Patti. L’area è stata posta sotto sequestro dai magistrati del Tribunale di Patti.
Dai primi accertamenti sembrerebbe che, al loro interno, vi siano rifiuti speciali, forse provenienti dal Policlinico Universitario di Messina. Sui pacchi, del tipo solitamente utilizzato dalle strutture sanitarie per lo smaltimento di rifiuti speciali, c’è infatti la dicitura che indicherebbe come provenienza il nosocomio messinese. Sulla vicenda sono però ancora in corso le indagini coordinate dai militari dell’Arma del centro nebroideo. I settanta pacchi sono stati prelevati dall’alveo del torrente Timeto e trasferiti al centro di stoccaggio dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti. Solo lunedì mattina, infatti, personale specializzato li aprirà per verificarne il contenuto. Solo allora saranno formulate le accuse. Gli inquirenti, comunque, vogliono risalire ai responsabili per i quali si profila l’accusa di illecito smaltimento di rifiuti ed inquinamento ambientale. Se, all’interno, dovessero essere trovati rifiuti speciali effettivamente provenienti dal Policlinico di Messina, allora, ad essere indiziata potrebbe essere la ditta incaricata dello smaltimento presso la struttura sanitaria della città dello Stretto.
Da sempre, l’alveo del torrente Timeto, è pieno di discariche abusive. Rifiuti di ogni genere sono abbandonati lungo tutto il letto del corso d’acqua. Nel maggio 2006 i carabinieri avevano anche denunciato quattro persone ritenute responsabili di aver abbandonato lungo il torrente tonnellate di scarti della lavorazione degli agrumi prodotti da alcune industrie del messinese.
La situazione ambientale lungo il Timeto è molto delicata, infatti, sono presenti, a ridosso del torrente, i pozzi principali dell’acquedotto comunale e i rischi per la popolazione sono sempre in agguato.
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